Approccio e modalità di intervento
L’osteopatia biodinamica è una modalità di trattamento manuale non invasiva, a tocco molto leggero, rivolta alle disfunzioni somatiche e alle tensioni dei tessuti, con finalità di prevenzione e mantenimento della salute.
Questo tipo di approccio è adatto a tutte le età, dal neonato alla persona anziana.
Il modello biodinamico si basa sul concetto di Meccanismo Respiratorio Primario, chiamato in questo ambito anche Respirazione Primaria: un ritmo lento e involontario che, secondo il modello, si esprime in tutti i tessuti del corpo. Si tratta di un modello teorico, che non è stato dimostrato scientificamente.
Le origini storiche
Il metodo è il risultato di un’evoluzione all’interno dell’osteopatia:
- William G. Sutherland, allievo di A.T. Still all’inizio del Novecento, descrisse forze intrinseche regolatrici dell’organismo, che chiamò con la metafora del “Soffio di Vita” (Breath of Life);
- Rollin Becker approfondì questi studi e introdusse il termine “biodinamica”;
- James Jealous e Franklyn Sills svilupparono ulteriormente il modello, formalizzandolo come “biodinamica craniosacrale”.
Il modello biodinamico
Secondo il modello biodinamico, l’organismo possiede un principio ordinatore intrinseco che integra le sue funzioni. L’osteopata non applica forze esterne: si sintonizza con i ritmi lenti dei tessuti, storicamente chiamati “maree”. Con questo approccio l’osteopata si propone di:
- ridurre le aree di densità e restrizione dei tessuti, che possono essere associate a traumi pregressi;
- favorire la mobilità dei tessuti e il rilassamento delle tensioni somatiche.
Valutazione
La valutazione comprende l’anamnesi, lo screening dei segnali di allarme (red flags) e l’esame obiettivo osteopatico. Attraverso una palpazione molto delicata, l’osteopata percepisce i movimenti sottili dei tessuti posizionando le mani su punti di ascolto come il cranio, il sacro, la colonna vertebrale, gli arti o l’addome.
Come si svolge il trattamento
Il trattamento è esclusivamente manuale e non invasivo. L’osteopata accompagna i tessuti senza forzature, seguendo la direzione di movimento propria del tessuto, con l’obiettivo di favorire il rilascio dei fulcri disfunzionali (zone di densità) e di ridurre le tensioni e i compensi muscolo-scheletrici. Le tecniche vengono scelte e adattate alla situazione individuale, tenendo conto delle caratteristiche dei tessuti, della risposta al trattamento, dell’età, di eventuali controindicazioni e di altre patologie.
Indicazioni al trattamento
Per la delicatezza del tocco, l’approccio biodinamico può essere proposto a tutte le età, dal neonato alla persona anziana, dopo un’attenta valutazione della singola persona. L’osteopata non formula diagnosi mediche e non tratta patologie: può intervenire, a supporto di eventuali cure mediche in corso, nelle disfunzioni somatiche con tensioni e restrizioni di mobilità, tra cui:
- asimmetrie posturali e tensioni funzionali nel neonato e nel bambino, dopo valutazione pediatrica
- tensioni e rigidità muscolo-scheletriche della colonna vertebrale e delle articolazioni
- tensioni e limitazioni funzionali dell’articolazione temporo-mandibolare (ATM) e della regione cranio-cervicale
- tensioni e rigidità muscolo-scheletriche dopo lunghi periodi di cura, per favorire la ripresa dell’equilibrio tensionale dei tessuti, in accordo con il medico curante
Si tratta di un approccio complementare, che non sostituisce le cure mediche né la diagnosi del medico. In presenza di una patologia nota o di segnali di allarme, l’intervento viene concordato con il medico curante o inviante; se i sintomi persistono oltre i tempi previsti o peggiorano, la persona viene indirizzata al medico. In età pediatrica è previsto il riferimento al pediatra. Le evidenze a supporto variano in base alla condizione e alla tecnica: ogni indicazione viene perciò valutata sul singolo caso.
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