Approccio e modalità di intervento
L’osteopatia viscerale è un approccio manuale che considera i rapporti di mobilità tra le strutture contenute nelle cavità toracica, addominale e pelvica e il sistema muscolo-scheletrico con cui sono collegate: diaframma, parete addominale, bacino, gabbia toracica e colonna vertebrale. L’intervento è rivolto alla disfunzione somatica, cioè un’alterazione della funzione di articolazioni, muscoli e fasce, con finalità di prevenzione e mantenimento della salute. L’osteopata non tratta le malattie degli organi.
Secondo il modello osteopatico, le strutture viscerali sono collegate tra loro e con le pareti del corpo da membrane sierose, legamenti e fasce, che ne consentono lo scorrimento. Una riduzione di questa mobilità può associarsi a tensioni dei muscoli, delle fasce e delle ossa vicine e alla formazione di punti di tensione fissi e anomali all’interno delle pareti corporee.
In termini osteopatici queste situazioni vengono chiamate fissazioni: una restrizione di mobilità dei tessuti di connessione, che l’osteopata valuta per il suo rapporto con il quadro muscolo-scheletrico.
Fissazioni viscerali
Secondo il modello viscerale, le fissazioni possono essere di diverso tipo:
- fissazioni articolari, quando lo scorrimento sulle strutture contigue è ridotto;
- fissazioni legamentose, legate alla tensione dei mezzi di unione;
- fissazioni muscolari, con una riduzione di mobilità a livello delle inserzioni e dei muscoli correlati.
Per adeguarsi a queste restrizioni, il corpo può compensare modificando la postura, con possibili tensioni a livello muscolo-scheletrico.
Un dolore avvertito a livello della colonna vertebrale, come la lombalgia, può inoltre avere un’origine non muscolo-scheletrica. Poiché alla base possono esserci patologie dell’apparato urinario, ginecologico o digerente, la cui diagnosi spetta al medico, la valutazione medica è un passaggio fondamentale.
Valutazione
La valutazione comprende l’anamnesi, lo screening dei segnali di allarme (red flags) e l’esame obiettivo osteopatico. Attraverso l’osservazione, la palpazione e test di mobilità e di ascolto (ritmo e direzione di movimento), l’osteopata individua le aree di ridotta mobilità dei tessuti e il loro rapporto con le disfunzioni muscolo-scheletriche e con il sintomo riferito.
Tecniche
Le tecniche sono esclusivamente manuali, non invasive ed esterne, e vengono applicate sulle pareti toracica, addominale e pelvica. L’obiettivo è migliorare la mobilità dei tessuti rispetto alle strutture circostanti e favorire un equilibrio funzionale del sistema muscolo-scheletrico. La scelta tiene conto di controindicazioni, altre patologie, età e caratteristiche dei tessuti della persona.
Indicazioni al trattamento
L’osteopata non formula diagnosi mediche e non tratta patologie. L’approccio viscerale può essere considerato, a supporto di eventuali cure mediche in corso e dopo valutazione medica, in presenza di tensioni e restrizioni di mobilità dei tessuti, tra cui:
- tensioni e rigidità della parete addominale e della regione toraco-lombare
- dolore e rigidità lombare con componente di tensione dei tessuti addominali, dopo valutazione medica
- tensioni della regione pelvica e del bacino, dopo valutazione medica
- restrizioni di mobilità dei tessuti attorno a cicatrici ormai rimarginate
Si tratta di un approccio complementare, che non sostituisce le cure mediche né la diagnosi del medico, e viene proposto dopo una valutazione medica del disturbo. In presenza di una patologia nota, l’intervento viene concordato con il medico curante o inviante. Le evidenze a supporto variano in base alla condizione e alla tecnica: ogni indicazione viene perciò valutata sul singolo caso. Al termine l’osteopata verifica gli esiti, pianifica il follow-up e, quando utile, fornisce indicazioni di autogestione.
Sono segnali di allarme (red flags) dolore addominale intenso, febbre, sangue nelle feci o nelle urine, perdita di peso inspiegata o difficoltà a deglutire. In presenza di questi segnali, di sintomi non riconducibili a una disfunzione somatica, o se i sintomi persistono oltre i tempi previsti o peggiorano, il paziente viene indirizzato al medico.
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